È l’ostacolo che ferma più persone di qualsiasi prezzo. Non perché sia complicato, ma perché nessuno lo spiega bene. Provo a farlo io, in ordine.
Tre categorie, non una
La normativa italiana distingue tre tipi di attività, e il certificato che serve dipende da quale delle tre stai facendo.
Attività ludico-motoria. Correre al parco, andare in bici, allenarsi in una struttura senza essere tesserato con nessun ente. Per questa attività la legge non prevede alcun certificato obbligatorio: l’obbligo è stato rimosso dall’articolo 42-bis della legge 98 del 2013 (1). Puoi comunque chiedere un parere al tuo medico, ed è una buona idea, ma è un parere, non un adempimento.
Attività sportiva non agonistica. Qui rientri se sei tesserato con una federazione sportiva nazionale o con un ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI. È il nostro caso: ASD Athena è affiliata al CSEN, e chi si allena qui è un socio/tesserato. Per questa categoria il certificato è obbligatorio dai sei anni di età (2).
Attività agonistica. Chi partecipa a competizioni classificate come agonistiche dalla propria federazione. Qui il certificato può essere rilasciato soltanto da un medico specialista in medicina dello sport, e gli accertamenti sono più estesi (3).
Se ti alleni da noi, quindi
Ti serve il certificato di idoneità all’attività sportiva non agonistica. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Chi lo rilascia. Il tuo medico di medicina generale, per i propri assistiti. Oppure il pediatra di libera scelta, per i minori. Oppure uno specialista in medicina dello sport, o un medico iscritto alla Federazione Medico Sportiva Italiana (2).
Perché non è burocrazia inutile
Capisco la tentazione di considerarlo un modulo da timbrare. Vale la pena sapere che l’Italia ha uno dei programmi di screening pre-partecipazione più strutturati al mondo, e che la sua efficacia è documentata: uno studio pubblicato su JAMA ha analizzato l’andamento della morte cardiaca improvvisa nei giovani atleti veneti nell’arco di ventisei anni, rilevando una riduzione sostanziale dell’incidenza in coincidenza con l’introduzione dello screening sistematico (4).
L’elettrocardiogramma di quella visita serve a intercettare condizioni che non danno sintomi e che si manifestano sotto sforzo. Vale la mezza giornata che richiede.
Questo articolo riassume il quadro normativo a fini informativi e non sostituisce il parere del tuo medico né una consulenza legale. Le disposizioni possono variare: verifica sempre presso il tuo medico curante.
Riferimenti
- Legge 9 agosto 2013, n. 98, art. 42-bis (abolizione dell’obbligo di certificazione per l’attività ludico-motoria).
- Decreto del Ministero della Salute 24 aprile 2013 e Linee guida del Ministero della Salute 8 agosto 2014 (attività sportiva non agonistica: soggetti, medici certificatori, accertamenti, modello).
- Decreto del Ministero della Sanità 18 febbraio 1982 (tutela sanitaria dell’attività sportiva agonistica).
- Corrado D, Basso C, Pavei A, Michieli P, Schiavon M, Thiene G. Trends in sudden cardiovascular death in young competitive athletes after implementation of a preparticipation screening program. JAMA, 2006.
